Non so cosa sia successo alla #scuola italiana. 30 anni fa, l’idea che una volta a casa i genitori si dedicassero quasi a tempo pieno a far ripetere o supportare i figli nel percorso scolastico, ripassando compiti, seguendoli nelle attività… era semplicemente fuori dal mondo. All’epoca, il massimo dei coinvolgimento era “tutto bene a scuola?” “Si” “fatti i compiti?” “Si”.
Oggi i genitori sono diventati insegnanti di sostegno dei figli, avvocati difensori, pedagogi e via dicendo.


@grep_harder @societa
Mi pare una cosa non positiva e non negativa.
Ha lati pessimi (se i genitori diventano “avvocati difensori”) e lati ottimi (“fatto i compiti?” / “sì” non mi pare uno scambio sufficiente per dei genitori che vogliano partecipare alla crescita dei propri figli).
Forze “nuove” da indirizzare, secondo me.
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@grad @grep_harder @societa sono d’accordo, e mi ripeto: forze, quelle dei genitori “presenti”, da indirizzare per non farle deragliare.
@Madmonkey @grad @societa credo che la scuola dovrebbe lasciare i genitori fuori, a gestire quello che esiste fuori dal contesto scolastico. Ad ognuno il suo.
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@grad @Madmonkey @societa la scuola penso che sia parte ma anche fautrice del problema: scaricano molte responsabilità sui genitori, addossandogli oneri che non gli competerebbero. Così facendo, però, i genitori sentono anche il diritto di mettere bocca nella didattica, causando spiacevoli “conflitti” che condizionano e coinvolgono i nostri figli.
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@grad @Madmonkey @societa bravo. Purtroppo noi non possiamo permettercelo che siamo in una classe dove gli insegnanti, banalmente, non attendono che un alunno comprenda. Corrono, nel programma, aggiungendo continuamente nuovi argomenti. Se resti indietro, anche di poco, rischi di perderti.