Il controllo parentale non è per i genitori…

“Qualche giorno fa, ho scoperto che un uomo adulto aveva mandato messaggi a mio figlio dodicenne sul suo telefono Gabb, un telefono “a prova di bambino”. L’uomo aveva ottenuto il numero di mio figlio tramite una chat di libri per bambini su un’app chiamata GroupMe. Per fortuna io e mia moglie abbiamo scoperto la situazione, ma…”

https://beasthacker.com/til/parental-controls-arent-for-parents.html

@informatica

    • s1m0n4@ohai.social
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      5 months ago

      @Neffscape @informapirata @informatica

      Sui dispositivi Android il FamilyLink permette di configurare un limite di tempo per applicazione, oltre ad una fascia oraria giornaliera di utilizzo. I nostri figli non possono installare apps a meno che non lo autorizzi un genitore.

      Abbiamo una switch 2, che però è di papà e ci giocano solo con il suo account.

      Invece su Roblox giocano con il loro tablet. Papà si è creato un account per sorvegliarli e sanno che non devono rispondere a sconosciuti.

    • s1m0n4@ohai.social
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      5 months ago

      @Neffscape @informapirata @informatica anche mio figlio di 11 anni gioca online a Brainrots coi suoi compagni.

      A noi dicevano di non accettare caramelle dagli sconosciuti, quindi va insegnato, anche oggi, ai minori, che online non devono interagire con utenti che non conoscono.

      Però il punto è che non si può pensare di dare un dispositivo a un bimbo e lasciarlo lì per ore senza sorveglianza.

      E non possiamo neppure permetterci di dimenticare la spunta che limita l’account ai soli amici.