Fa sempre sorridere chi giudica Mastodon guardando solo gli utenti registrati o gli utenti attivi mensili. Sono metriche nate per chi vende pubblicità, non sono adatte per il @fediverso.
La vera salute di un social si vede dalla qualità delle conversazioni, dalle relazioni e dalle interazioni positive tra le persone.
Per migliorare l’esperienza di tutti ci sono 25 comunità tematiche da seguire: https://diggita.com/post/892942 e anche grazie a queste abbiamo supperato le 100mila interazioni mensili! ❤️
@filippodb @fediverso il fediverso è un insieme di botteghe, di artigiani … Non tutti apprezzano o si meritano il lusso vero della qualità e della efficienza di chi vuole fare.
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( Si provoca, eh)😉Uno degli aspetti più tossici dei social commerciali è che gli algoritmi obbligano i creator a postare sempre, sennò rischiano di ‘sparire’… E i follower si sentono in obbligo di interagire sempre, sennò non vedono più i contenuti dei loro creator preferiti.
Qui si può tacere, e non perdere niente. Grazie al cielo non ci sono algoritmi che penalizzano il silenzio, che è giusto, legittimo e prezioso.
@fiorelisa @fediverso @filippodb “costretti a postare sempre”: posti spazzatura, pur di postare anche tre-quattro volte al giorno;
“costretti a interagire sempre”: più fango posti, più letame i follower mandano come commento. Partendo dalla critica costruttiva “ti stai abbassando come qualità”, allo sporco giusto per postare qualcosa, fare rumore, scaricare la frustrazione. Comprensibilissimo che un creatore di contenuti su social commerciali possa andare in burnout, ma di contro, il fediverso ti toglie le incombenze di postare/interagire per forza, eliminando però anche la monetizzazione diretta.
E sulla fan base pagante - ho visto giorni fa un bel pezzo sul blog manteblog.it di Massimo Mantellini il quale segnalava che anche quello è un meccanismo piramidale (lui prendeva in esempio il modello substack).@elettrona @fiorelisa @fediverso @filippodb
Discorso complesso ma provo a dire la mia ugualmente ed in tutta la mia ignoranza ed esperienza passata… necessità indotta da un sistema che non è solo una questione di algoritmi ma reale, se non posti nulla sei tagliato fuori da un sistema (reale) e ti ritrovi solo in una cazzo di stanza o in un mondo che lascia spazio solo per chi è attivo…la qualità non conta basta postare o mettere un likes per poter dire io esisto…no non si esiste.@elettrona @fiorelisa @fediverso Inoltre, non essendoci incentivi economici, non esiste la piaga degli influencer costretti a inseguire l’engagement a ogni costo per non essere penalizzati dagli algoritmi. Questo evita molte dinamiche tipiche dei social: invece di abbassare continuamente l’asticella per catturare l’attenzione con contenuti sempre più banali o provocatori, la qualità qui può tornare a contare di più
@filippodb @fiorelisa @fediverso Assolutamente sì, la qualità torna a prevalere sul mero coinvolgimento; ma, se io autore non monetizzo, lo sforzo che farò per produrre contenuti sarà sempre minore rispetto a quello che vorrei. Attenzione, non sto parlando di lavorare in proprio creando contenuti federati, quella penso sia un’ambizione ancora poco concretizzabile. Ma eventualmente per comprarmi libri da leggere, andare a visitare posti, insomma avere accesso a materiale sempre nuovo per i contenuti (se sei un fotografo o un documentarista serio, hai bisogno di attrezzatura anche se metti i contenuti su peertube) e non puoi dire ogni mese “amico, fammi la donazione su liberapay”
@elettrona @filippodb @fediverso
Eh, tocchi una questione cruciale… Al momento una soluzione potrebbe essere trovare dei fondi anche da pubblicità e sponsor che vengono dall’esterno.
Piuttosto che rinunciare per mancanza di fondi, secondo me è meglio fare così.
Sarebbe bello anche trovare un modo di fare una specie di ‘scambio’ o ‘baratto’ con altre persone (io do una cosa a te, tu ne dai una a me, e siamo entrambi contenti).@fiorelisa @elettrona @filippodb @fediverso
Ricavare un guadagno dal proprio lavoro o dalle proprie opere non è “il male”, non corrompe una identità, non è mero capitalismo… forse…basterebbe che una parte del guadagno fosse destinata alla crescita/qualità di tutta la comunità.
Esempio su 100 un 30 o 40 rientrano nella comunità. Ovviamente poi la questione è monetariamente più complessa.
Buona riflessione@0_Thedevilinmyblues @fiorelisa @filippodb @fediverso Non sempre si può fare. Diciamoci la verità: il tale che fa il pane a mano, e vive di quello, non è che il tot percento dei suoi guadagni li possa dare ai poveri del mondo (o anche fossero quelli del suo quartiere); in tal caso può per esempio dar via ai bisognosi il pane invenduto quello sì. Quella è una cosa che si dovrebbe fare - così per gli alimenti, i vestiti, ecc; secondo me dovremmo cercare tutti di sforzarci a fare in modo che la comunità, grande o piccola che sia, possa dividersi i servizi oltre che la moneta. Dopo, che i più ricchi del mondo, spendano i soldi per comprarsi antenna destra di lumaca del nord da mangiare a colazione, piuttosto di aprire un fondo per aiutare chi ha bisogno, è un altro discorso. Ma qua ho paura che si scada nel, “mangia tutto, Giorgetta, perché i piccoli dell’africa muoiono di fame” ma va in mosca, par non dir qualcossa altro!
@elettrona @fiorelisa @filippodb @fediverso
Punti di vista, personalmente credo sia possibile un profitto etico…credo esista nella cultura islamica… insomma non c’è da vergognarsi… purtroppo poi c’è sempre chi se ne approfitta.
@filippodb @fediverso Quello che ho potuto notare di diverso rispetto a LinkedIn, che è l’unico altro social che frequento e con cui a volte interagisco, è che qui è più facile ricevere un commento rispetto ai generici “like” che trovano il tempo che trovano. Inoltre i post hanno più vita perché anche commentando post molto vecchi, questi possono riprendere vita facilmente.
@filippodb @fediverso purtroppo il metro di misura oramai ha infettato i ragionamenti e la l conseguente logica vigente vede come plus non il costrutto…ma le costruzioni insomma la deriva imposta è per tanti che sei qualcuno in base al potere d’acquisto e non in base al rispetto dei diritti, della dignità altrui associata all’empatia, ad oggi è invece viene spacciato per “vincente” chi mostra i muscoli ma ha il cervello in naftalina… #senzanullaapretendere 😋







