• Elena Brescacin@poliversity.it
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    7 days ago

    @prealpinux @tecnologia Il problema è che impari a istruirle a tue spese. Per prove ed errori, perché le cose che funzionano le impari da chi ci ha sbattuto il muso prima di te! Documentazione ufficiale? Tanta, ma non può per definizione essere esaustiva per tutti i casi studio, standard e no.
    Allora succedono i casini. Diciamo che rispetto a un coltello, la narrativa “è uno strumento” funziona fino a un certo punto perché l’impatto dell’uso sbagliato e dell’abuso, può essere enorme.

    • @elettrona @prealpinux @tecnologia l’ia può essere di grande aiuto, sto notando nel debug e nella generazione di documentazione. Sebbene sarebbe meglio avere di un codice la documentazione scritta dallo sviluppatore, il problema è che spesso la documentazione… Manca perché non viene scritta proprio, quindi meglio qualcosa che non sia fuorviante che niente.

      Ovviamente, sto scoprendo come usare i modelli locali e non sono mali. Dipende dal contesto però

      • Elena Brescacin@poliversity.it
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        7 days ago

        @betelgeuse93 @prealpinux @tecnologia Aggiungo sulla documentazione: adesso sto lavorando su un progetto WordPress per il sito multilingua senza traduzione automatica. Troppi, inaccessibili, e a pagamento… Allora sto usando il famigerato “vibe coding” e per la documentazione sto usando il sistema “input e doppio output” cioè “scrivi la feature”, poi in seguito ai vari check e test manuali, “riassumi la feature”, e “scrivi documentazione”. Poi a lavoro finito, mio malgrado il codice non so guardarlo e chiederò aiuto in ufficio ma sui doc metto le mani io. Non li scrive male però, ma lasciargli fare tutto in automatico è un errore; è come avere un cane guida. Ti aiuta solo se gli insegni a farlo - chi non ne ha mai avuto uno non può capire cosa significa, e sente solo la narrazione “quel cane mi fa da occhi” spoiler: ti fai un culo, ma un culo, ma un culo… e non basta mai.

              • Elena Brescacin@poliversity.it
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                6 days ago

                @betelgeuse93 @prealpinux @tecnologia non è mica solo questione di moda, sai? A essere attraente è il concept: “avere risposte in qualunque momento io abbia la luna di fare una domanda / chiedere un compito qualsiasi, senza dover niente a nessuno o dovendo un minimo”. N’importa se poi per avere prestazioni devi pagare il doppio, in termini economici; però di fronte a non avere la rottura di palle degli operai che si ribellano, il capo è disposto anche a sborsare.
                In quanto alle persone con disabilità invece il concetto è diverso: questi tool sono abilitanti, nel senso che ti permettono a costo (relativamente) contenuto di risolvere problemi che altrimenti non potresti. Io una volta mi trovai il pc muto alle 2 di notte, potevo svegliare umani, dal vero o online che fosse? l’AI mi ha salvato il chiulo. Evitandomi di spegnere il pc di botto, durante un update del bios (inaccessibile a qualunque periferica audio).
                L’AI mi ha letto un test HIV di quelli autodiagnostici, cosa che non mi fiderei a far leggere da un umano, soprattutto i più vicini. Perché al netto di quale sia il risultato, mi rompe le palle che 'sti cosi siano solo visivi (come quelli di gravidanza) e quando mostri a un umano una cosa del genere per fartela leggere, non gli stai chiedendo “dammi una mano perché le ditte a me non hanno pensato”; per l’umano vedente è come dichiarargli “ho fatto sesso” e legittimargli le altre domande “ma con chi? Tu volevi? Qualcuno ti ha abusato”… Almeno l’AI è piena di bias, ma sapendolo in anticipo puoi istruirla dicendo di evitare “prediche”.

                • @elettrona @prealpinux @tecnologia sui test autodiagnostici il problema è tecnico. Sono test ELISA che si basano sulla reazione antigene anticorpo che fa cambiare colore al supporto.

                  Farlo più accessibile renderebbe il costo molto più alto perché servirebbe aggiungere tutta l’elettronica del caso che legge.

                  Diciamo che un test di gravidanza passerebbe da 5 a 30 euro