Il controllo parentale non è per i genitori…

“Qualche giorno fa, ho scoperto che un uomo adulto aveva mandato messaggi a mio figlio dodicenne sul suo telefono Gabb, un telefono “a prova di bambino”. L’uomo aveva ottenuto il numero di mio figlio tramite una chat di libri per bambini su un’app chiamata GroupMe. Per fortuna io e mia moglie abbiamo scoperto la situazione, ma…”

https://beasthacker.com/til/parental-controls-arent-for-parents.html

@informatica

  • s1m0n4@ohai.social
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    15 days ago

    @informapirata @informatica è pure un problema di aspettative però.
    Un dodicenne non ha bisogno di uno smartphone, uno stupidofono per parlare coi genitori o inviare SMS agli amici basta e avanza.
    'sto ragazzino ha la Switch 2 e l’Xbox. Non è già quello il problema? Volerlo lasciare tutto il giorno davanti a schermi senza dover intervenire in qualità di genitore?

    • pgo_lemmy@feddit.it
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      15 days ago

      Le aspettative di chi? Le domande con cui chiudi il commento sono indicative: non hai letto l’articolo.

      Il problema non è un ragazzino con switch e xbox, ma genitori che abbandonano i figli davanti ai dispositivi senza controllo (e l’articolo è chiaramente di un genitore che fa l’opposto).

      Fare il genitore vuol dire scegliere.

      0 (zero) - Puoi scegliere di far crescere tuo figlio negli anni 90. Chiudi tutto. Zero.

      1 - Puoi scegliere di dargli uno smartphone, una console, un computer e tutto il resto senza controllare (l’opzione che dai per scontata per non so quale motivo). Uno. Liberi tutti.

      Oppure puoi prendere atto che il mondo cambia e fare le cose prendendoti la responsabilità di controllare, scavare, capire e mettere paletti (che è ciò che fa l’autore dell’articolo). Il problema è che anche chi vuole prendersi le sue responsabilità attivamente si scontra con la realtà che il parental control ha lo scopo di creare gli account per i consumatori di domani e non quello di aiutare i genitori…

      Aggiungi poi che le scuole ormai mettono i compiti online e si appoggiano a questo o quel cloud per voti e interazioni varie tra alunni, insegnanti e compagni di classe, se realmente credi che a 12 anni sia possibile essere lasciati offline, sei totalmente fuori dal mondo.

      • s1m0n4@ohai.social
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        15 days ago

        @pgo_lemmy leggi le mie risposte più sotto e poi dimmi ancora che non ho letto l’articolo, se è ciò che deduci.

        Peccato che, sul fondo siamo d’accordo, però quest’ abitudine di sparare sentenze senza neppure farti prendere da un’ombra di dubbio sulla persona con cui stai interagendo è davvero triste.

        1. I 12enni non hanno bisogno di uno smartphone. Questo non significa che devono rimanere offline e vivere negli anni '90

        2. A volte puoi anche prendere in considerazione un errore di giudizio

        • pgo_lemmy@feddit.it
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          14 days ago

          Leggo altra risposta al tuo post che parte con ‘forse non hai capito’.

          La domanda me la sono fatta e dalle poche righe che hai scritto ho trovato una risposta.

          Non ho la pretesa che sia l’unica o quella giusta, ma rispondo argomentando meglio che posso per limitare al minimo i malintesi.

          E rispondo qui proprio perché l’aspettativa è quella di trovare risposte nel merito e argomentate; l’account facebook giace abbandonato da tempo.

          Visto che siamo allineati sul merito del post, direi di chiudere qui il fuori tema.

        • s1m0n4@ohai.social
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          15 days ago

          @pgo_lemmy anche perché, se mi trovi sul fediverso, la probabilità che abbia una profondità di ragionamento superiore a quella che puoi trovare su Facebook è significativa.
          Così come la mia capacità di usare tecnologie ostiche ai più.
          Solo un consiglio, eh.

      • TrentWave@mastodon.uno
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        15 days ago

        @pgo_lemmy @s1m0n4
        E infine, oltre alle procedure incredibilmente complicate, mettiamoci che molti neo-genitori sono analfabeti digitali e alcuni sarebbero vittime facilissime perfino di fronte alle minacce meno sofisticate.

    • Neff :manjaro:@mastodon.uno
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      15 days ago

      @s1m0n4 @informapirata @informatica non credo che tu abbia capito. Il bambino ha una switch e vuole giocare online con i suoi compagni di scuola a Minecraft che è un gioco Microsoft che richiede un account Xbox. Per settare i controlli parentali hai quindi i settaggi di Nintendo e quelli di Microsoft/Xbox, nessuno dei quali in realtà ti permette di limitare lo scaricamento di app e di limitare le comunicazioni ai soli compagni di scuola. È un problema reale che andrebbe affrontato seriamente.

      • Neff :manjaro:@mastodon.uno
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        15 days ago

        @s1m0n4 @informapirata @informatica di per sé non c’è niente di strano nel fatto che un bambino voglia giocare con i suoi coetanei allo stesso gioco. Un tempo lo si faceva in salotto, oggi si fa anche online, ma questo non mi disturba piû di quel tanto. I controlli parentali dovrebbero servire a “regolare” anche il tempo d’utilizzo di certe app oltre che limitare la cerchia di persone con cui puoi giocare. Il fatto poi che il bambino abbia già uno smartphone personale è un problema a parte.

        • s1m0n4@ohai.social
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          15 days ago

          @Neffscape @informapirata @informatica

          Sui dispositivi Android il FamilyLink permette di configurare un limite di tempo per applicazione, oltre ad una fascia oraria giornaliera di utilizzo. I nostri figli non possono installare apps a meno che non lo autorizzi un genitore.

          Abbiamo una switch 2, che però è di papà e ci giocano solo con il suo account.

          Invece su Roblox giocano con il loro tablet. Papà si è creato un account per sorvegliarli e sanno che non devono rispondere a sconosciuti.

        • s1m0n4@ohai.social
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          15 days ago

          @Neffscape @informapirata @informatica anche mio figlio di 11 anni gioca online a Brainrots coi suoi compagni.

          A noi dicevano di non accettare caramelle dagli sconosciuti, quindi va insegnato, anche oggi, ai minori, che online non devono interagire con utenti che non conoscono.

          Però il punto è che non si può pensare di dare un dispositivo a un bimbo e lasciarlo lì per ore senza sorveglianza.

          E non possiamo neppure permetterci di dimenticare la spunta che limita l’account ai soli amici.