

@gmarcosanti @lorenzoquintavalle @katttivizzima @lindasartini @ambiente ciao caro, salutami l’avvocato atomico.
Giornalista, scrittore, autore di fumetti, promotore delle edizioni no-profit mamma.am. Di mestiere faccio l’ingegnere. Politicamente orfano di rappresentanza. Co-founder sociale.network


@gmarcosanti @lorenzoquintavalle @katttivizzima @lindasartini @ambiente ciao caro, salutami l’avvocato atomico.


@gmarcosanti @lorenzoquintavalle @katttivizzima @lindasartini @ambiente le opinioni sono tutte rispettabili in quanto scelte individuali, perfino quelle degli omeopati, perfino quelle espresse coi tag, ma quando si tratta di impegnare le politiche sanitarie o energetiche di una nazione per decenni con spese pari a miliardi le uniche opinioni degne di considerazione sono solo quelle basate sui fatti e consenso scientifico.


@gmarcosanti @lorenzoquintavalle @katttivizzima @lindasartini @ambiente lo spiego con un cherrypicking di dati selezionati con un confirmation bias e l’incapacità di cogliere nei trend globali di produzione energetica la differenza tra una curva logaritmica che si appiattisce e una esponenziale che si impenna. Ma si fa sempre in tempo a farsi interrogare dai dati anziché scuoterli per spremere ciò che ci conviene di più.



@gmarcosanti @lorenzoquintavalle @katttivizzima @lindasartini @ambiente il futuro miserabile attende l’Italia se si farà ancora incantare da venditori di fumo che propongono soluzioni magiche e velleitarie, voltando le spalle alla scienza perché è roba da comunisti e all’ambiente perché è roba da fricchettoni. Nel frattempo Germania e Cina cavalcano il business delle rinnovabili e prendono un vantaggio tecnologico ed energetico.


@lorenzoquintavalle @gmarcosanti @katttivizzima @lindasartini @ambiente
Che il nucleare sia costante e stabile è un mito propagandato dal #populismonucleare. Nella realtà fattuale abbiamo:
https://app.electricitymaps.com/map
https://ieeexplore.ieee.org/document/9837910



@gmarcosanti @katttivizzima @lindasartini @ambiente
Torniamo sul punto. La frase contestata è “Usare energia nucleare non produce CO2”. Bufala smentita dai dati IPCC.
Smentita questa menzogna possiamo parlare di quello che vuoi, e dire ad esempio che la produzione di CO2 del nucleare è paragonabile a quella dell’eolico, con la differenza che per il nucleare IPCC indica rischi che non ci sono per le rinnovabili e che agevolo in figura.
Fonte: https://www.ipcc.ch/site/assets/uploads/2018/02/ipcc/_wg3/_ar5/_chapter7.pdf



@katttivizzima @gmarcosanti @lindasartini @ambiente che il nucleare non produca C02 lo si può sostenere soltanto affermando che l’uranio piova dal cielo come la manna e non richieda una industria mineraria. Se invece seguiamo la scienza e usciamo dal #populismo nucleare i rapporti IPCC dicono altro.
https://archive.ipcc.ch/publications/_and/_data/ar4/wg3/en/ch4s4-3-2.html


@PaoloCaroni @steek_hutzee @attualita resta da chiedersi se per avere queste informazioni è corretto e inclusivo obbligare il cittadino normale a imparare come destreggiarsi nei dati aperti della pubblica amministrazione, dopo aver imparato a navigare sul sito web del ministero dell’interno dove quei dati restano chiusi e invisibili…


@PaoloCaroni @steek_hutzee @attualita la cosa triste è che le schede nulle e bianche non vengono nemmeno mostrate nelle statistiche del ministero dell’interno, che calcola la percentuale solo sui voti validi. E abbiamo che i fascisti dicono di avere dalla loro pare “la maggioranza degli italiani”, col 20 e rotti per cento dei VOTI VALIDI, sottoinsieme dei VOTI, sottoinsieme degli ELETTORI, sottoinsieme dei CITTADINI, perché non tutti votano. E quel 20% dei voti è meno del 10% dei cittadini.


@alex_ch @migbox @shumann78 @steek_hutzee @attualita si, ci hanno già pensato sul giornale fondato dal disinformatore che prendeva marchette dalla CIA.


@migbox @shumann78 @steek_hutzee @attualita le percentuali sono espresse in base ai voti validi. Non contano nemmeno le schede bianche e nulle.


@shumann78 @steek_hutzee @attualita io resto dell’idea che è meglio evitare il paternalismo moralista verso chi esercita il diritto all’astensione e indirizzarlo verso una classe politica che ha abolito il voto di preferenza, cancellato il voto proporzionale, estromesso le minoranze, mutilato la rappresentanza parlamentare, concentrato il potere nelle segreterie dei partiti con leggi elettorali porcata bipartisan. Sono loro i padri e madri dell’astensionismo


@migbox @shumann78 @steek_hutzee @attualita se è un diritto, non è revocabile e non va richiesto a discrezione della pubblica amministrazione. Se è revocabile ed è concesso a discrezione della pubblica amministrazione è un privilegio.


@steek_hutzee @gmarcosanti @attualita bene, ma se li voti chi li vuol votare. Cito una fonte più autorevole di me: “Il voto è personale ed eguale, libero e segreto. Il suo esercizio è dovere civico”. Ora reta solo da capire la differenza tra dovere civico e obbligo legale.


@steek_hutzee @shumann78 @attualita resta la non trascurabile differenza tra “provare a convincere” e “obbligare per legge”.


@steek_hutzee @gmarcosanti @attualita le dittature iniziano quando i pareri e le preferenze di alcuni diventano obblighi di legge vincolanti per tutti.


@steek_hutzee @attualita giacché ci siamo, perché non chiediamo anche di togliere anche la segretezza del voto e farlo nominativo, mandando in galera chi annulla la scheda e non esprime un voto valido?


@claus61 @salvatorelasorella @computer @peacelink lo trovi qui, tra l’altro mi accorgo che l’anno prossimo questo libro festeggia il trentennale 🙂


@salvatorelasorella @computer il mio primo computer è stato un Olivetti M42 con un processore 286 e un mega di RAM, probabilmente quella che hai mostrato in figura. Da qualche parte conservo ancora per ricordo il piatto dell’hard disk smontato dalla enclosure, perché è su quel computer che ho scritto il mio primo saggio sull’informatica solidale. Con un mega di RAM mi collegavo alle BBS di Fidonet e @peacelink, e potevo anche mandare e-mail col gateway Fidonet-Internet.
@salvatorelasorella @computer quando ho avuto il piacere e il privilgio di fare l’insegnante di informatica, per poi essere costretto all’emigrazione dal precariato, ho avuto il grande piacere di usare il logo nei laboratori di informatica del primo anno delle superiori come introduzione al coding e al pensiero strutturato, assegnando esercizi incopiabili come “fai disegnare alla tartaruga le iniziali del tuo nome e cognome”. Contento io, contentissimi i ragazzi.