RE: https://mastodon.uno/@Paoblog/117126959819912099
Pare che meno di 24 ore dalla segnalazione siano bastati per risolvere disservizi che duravano settimane e il tutto sia tornato a funzionare con kdrive, bene così ma è bene essere vigili.
Anche Proton drive è un’ottima alternativa per chi non vuole kdrive o nextcloud, e garantisce maggior sicurezza e privacy viste le critiche e controversie a infomaniak elencate su wikipedia: https://en.wikipedia.org/wiki/Infomaniak
(Precisiamo che non abbiamo sponsor e non riceviamo “donazioni” da aziende hosting)
@devol @sicurezza Sembra che lo facciano apposta: puntalmente sbuca il tizio che fa capo al servizio X improntato sulla privacy che se ne esce con qualche cappellata abissale. Non ce la fanno proprio a tacere? Se proprio devono pensare queste cose, che almeno se le tenessero per loro!
@devol @sicurezza ho avuto questa mattina qualche disservizio di circa 30 minuti. Poi è apparso un messaggio di manutenzione. Senza che segnalassi nulla è tornato tutto a funzionare. Se è solo un disservizio momentaneo dovuto a manutenzioni non mi sembra gravissimo.
@papiride @sicurezza si in questo caso ci può anche stare una interruzione totale per 30 minuti, basta che il disservizio sia isolato, ma se perdura per settimane come segnalato comincia a essere più grave. Ma come detto il caso è stato chiuso e tutto è poi ritornato a funzionare come prima della lunga interruzione.
L’unico cloud di cui hai davvero il controllo è quello che sta fisicamente nel tuo salotto.
E’ il concetto di cloud in sé che lo rende potenzialmente problematico.
Poi, sicuramente, ci sono vari modi di “fare cloud” ed è giusto riconoscere e fare riconoscere le differenze.
@simonperry Esattamente. Bisogna dirlo chiaramente, senza giri di parole: quando usi un servizio cloud stai mettendo i tuoi dati sul computer di qualcun altro.
È un concetto banalissimo ma curiosamente è anche quello che spesso viene lasciato in secondo piano da chi promuove queste soluzioni commerciali. Il cloud non è una nuvola magica, sono server sotto il controllo di aziende che fanno i loro interessi.
@devol @simonperry @sicurezza
il cloud in casa è una realtà matura, alla portata di molti e migliore di tante soluzioni offerte dai cosiddetti giganti dei servizi tecnologici commercialiil cloud fuori casa non è il male assoluto e va usato strategicamente: il backup ad esempio
la regola del 3-2-1
3 tipi di backup, raid 1+0 su nas, giornaliero e settimanale
2 media diversi
1 lontano da casa, su un cloud fidato e cifratoverificare almeno ogni tre mesi l’integrità di dispositivi e contenuto
Ovviamente . Senza cedere alle paranoie il cloud non va certo demonizzato, nemmeno quello proprietario, ma va preso per quello che è: un posto in più dove fare dei backup di dati a cui , in fondo , non tieni davvero.
Se a quei dati invece ci tieni, o devono restare segreti, si rientra nel discorso fatto da @devol, non affiderei mai dati importanti a qualcosa che non sia open e possibilmente autogestito.
In ogni caso, sempre tenere una copia off line delle cose importanti
@simonperry @bensar @devol @sicurezza
>> va preso per quello che è: un posto in più dove fare dei backup di dati a cui, in fondo, non tieni davvero.
Elegantissimo 😅👍
@kens @simonperry @devol @sicurezza
per me è l’opposto, tieni in locale quello a cui non tieni davvero 🙂
dopo aver perso 1 TB di dati a causa di un RAID locale, mandato KO da dei dischi rotti e mandati in recupero con una spesa di €3.000oggi conservo -prima in locale- le registrazioni delle camere di sicurezza, film, musica e i backup incrementali e totali
i backup vanno sempre protetti con una buona cifratura, anche in locale, quindi messi sul cloud comporta un rischio controllato
@bensar @kens @devol @sicurezza tenere qualcosa in locale non significa evitare di adottare le dovute tecniche di backup, come ad esempio la doppia, la tripla, copia su supporti diversi ovviamente
@simonperry @bensar @kens @devol @sicurezza posto che oggi cifrare un backup e’ facile e quindi va fatto, la perdita dei dati puo’ sempre succedere anche nel cloud (vedi incendi in datacenter). Io ho un piccolo nas con due dischi raid1, ma settimanalmente faccio un backup remoto (cifrato).
purtroppo il prezzo dei dischi e’ salito molto, e i backup multipli sono diventati un lusso
@devol @simonperry @sicurezza questo è il vero concetto fondamentale, che purtroppo pochi capiscono, soprattutto nel mondo del lavoro.
@devol @simonperry @sicurezza l’unico modo sarebbe criptare i dati in transito sul cloud. Io i backup automatizzati del mio home server vanno su una box di hetzner e sono criptati. Bisogna vedere quanto interesse hanno a leggerli.
@betelgeuse93 @simonperry @sicurezza Rimane però un problema fondamentale: il controllo non è completamente nelle tue mani. Il servizio può disconnetterti, sospendere l’account o limitare l’accesso in qualsiasi momento. Se va bene potresti ritrovarti semplicemente offline per qualche settimana come accaduto a @Paoblog nel peggiore dei casi, potrebbero chiudere l’account e rendere i tuoi dati inaccessibili da un momento all’altro, serve mantenere il controllo di ciò che è davvero importante.
@devol @simonperry @sicurezza @Paoblog questo è sicuro, infatti è solo una copia ridondata. Però è vero, se non controlli tu l’infrastruttura sono loro a controllare te.
@devol @sicurezza cosa sarebbero i servizi più blasonati senza marketing? Il marketing è tutto.
@simonperry eh si non a caso foraggiano un bel po’ di persone per promuovere i loro prodotti online @sicurezza
@devol @simonperry @sicurezza peccato manchino i soldi per comprare tutto ciò che viene pubblicizzato…
@sicurezza
Poi, come sempre, la scelta finale spetta alle persone. Ma per scegliere consapevolmente serve avere accesso a tutte le informazioni, soprattutto quando si parla di privacy, sicurezza e servizi digitali: Wikipedia, ad esempio, riporta le informazioni attraverso fonti autorevoli e verificabili, non certo da siti di recensioni o blog creati ad hoc.@devol @sicurezza non trovo le controversie sulla pagina Wikipedia
@Madmonkey per sbaglio è stata messa la versione italiana, La versione italiana è piuttosto sintetica, mentre quella inglese è decisamente più approfondita e offre un quadro storico più completo:
@devol @sicurezza ok, mi aveva ridirezionato alla pagina italiana











